Introlleranza all’istamina e pelle

Meccanismi fisiologici coinvolti

L’istamina esercita vari effetti sulla pelle attraverso recettori specifici (chiamati H1, H2, H3 e H4) presenti nelle cellule cutanee e nei nervi.

I mastociti, un tipo di cellula immunitaria residente nella pelle, sono la principale fonte di istamina: la immagazzinano al loro interno e la rilasciano quando vengono attivati (ad esempio in risposta a calore, stress, traumi o reazioni immunitarie).

Una volta rilasciata, l’istamina agisce sui recettori H1 e H2 dei vasi sanguigni cutanei, producendo vasodilatazione (dilatazione dei vasi). Aumenta anche la permeabilità capillare attraverso H1, causando la fuoriuscita di liquidi dai vasi, il che porta a edema o gonfiore, come il tipico pomfo dell’orticaria.

Un altro effetto importante è l’induzione del prurito. Legandosi ai recettori H1 e H4 sulle terminazioni nervose sensoriali della pelle, attiva queste fibre nervose e scatena la sensazione di prurito. Questo processo avvia anche un’infiammazione neurogena: i nervi attivati rilasciano neuropeptidi pro-infiammatori come la sostanza P o il CGRP, che a loro volta causano ulteriore vasodilatazione e rilascio di mediatori, amplificando il rossore e l’infiammazione locale. Questo è il meccanismo alla base del cosiddetto riflesso d’assone o reazione “flare”.

In sintesi, l’istamina nella pelle provoca una triade caratteristica:

  1. ☑️ Rossore dovuto alla vasodilatazione.
  2. ☑️ Edema dovuto all’aumento della permeabilità vascolare.
  3. ☑️ Prurito dovuto all’attivazione nervosa.

Questi effetti spiegano sintomi come il flushing facciale (vampate), i pomfi dell’orticaria e il prurito in varie dermatosi. L’intensità della risposta dipende dal tipo di recettore coinvolto: H1 è più legato al prurito acuto e alla vasodilatazione immediata; H2 contribuisce alla vasodilatazione sostenuta e può peggiorare rossore e infiammazione; mentre H4 è coinvolto nel richiamo delle cellule immunitarie e nel prurito cronico.

Meccanismi dell'istamina sulla pelle

Istamina e rosacea

La rosacea è una condizione cutanea cronica caratterizzata da rossore facciale, vasi sanguigni dilatati visibili e talvolta papule e pustole. Sebbene la sua causa sia multifattoriale — disregolazione neurovascolare, fattori microbici come il Demodex, predisposizione genetica, ecc. —, è stato osservato un possibile legame con l’istamina.

Molti classici trigger alimentari della rosacea — come vino rosso, formaggi stagionati, salumi, cibi fermentati o piatti molto speziati — sono alimenti ricchi di istamina o che ne stimolano il rilascio. Un’indagine della National Rosacea Society ha rilevato che tra gli alimenti più frequentemente associati alle riacutizzazioni vi sono yogurt, formaggi, salsa di soia, vino e cioccolato, tutti fermentati o con alti livelli di istamina libera.

Dal punto di vista fisiopatologico, nella pelle affetta da rosacea è stato rilevato un numero maggiore di mastociti attivati, pronti a rilasciare istamina e altri mediatori infiammatori. Studi preclinici suggeriscono che stabilizzare o bloccare l’attività dei mastociti può ridurre l’infiammazione caratteristica di questa condizione.

Pertanto, l’istamina rilasciata — sia essa proveniente dal cibo o dai mastociti cutanei iper-reattivi — può peggiorare il flushing e la risposta infiammatoria nella rosacea, sebbene siano necessari ulteriori studi per determinare con quale frequenza operi questo meccanismo.

Istamina e dermatite seborroica (forfora)

La dermatite seborroica è una condizione infiammatoria cronica che causa desquamazione (forfora) e rossore, specialmente sul cuoio capelluto e nelle aree ricche di ghiandole sebacee. La sua causa principale è legata alla proliferazione del fungo commensale Malassezia e alla risposta infiammatoria della pelle ad esso.

Alcuni studi hanno misurato i livelli di istamina nello strato corneo del cuoio capelluto in persone con dermatite seborroica e li hanno confrontati con individui sani. I risultati hanno mostrato che i pazienti affetti avevano livelli di istamina circa due volte più alti, correlati a una maggiore sensazione di prurito.

Inoltre, dopo l’applicazione di un trattamento efficace — come uno shampoo allo zinco piritione per diverse settimane —, i livelli di istamina nella pelle sono diminuiti significativamente, tornando a intervalli simili a quelli delle persone senza forfora, mentre i pazienti hanno riportato una netta riduzione del prurito.

Istamina e dermatite seborroica

A differenza della rosacea o dell’orticaria, nella dermatite seborroica l’aumento dell’istamina è un fenomeno più localizzato, senza una chiara relazione con l’assunzione alimentare di istamina. Il prurito seborroico migliora principalmente trattando la causa (il fungo e l’infiammazione cutanea), ad esempio con shampoo antifungini, sebbene gli antistaminici H1 orali siano talvolta usati empiricamente per ridurre il prurito.

Istamina, orticaria e prurito cronico

L’istamina è fortemente implicata nell’orticaria e in molti casi di prurito cronico idiopatico. Nell’orticaria cronica spontanea, si ritiene che vi sia un rilascio spontaneo o facilitato di istamina da parte dei mastociti cutanei senza un allergene identificabile.

Le diete a basso contenuto di istamina sono state studiate come trattamento adiuvante: una recente revisione sistematica ha raccolto i dati di 223 pazienti con orticaria cronica spontanea che hanno seguito una dieta a basso contenuto di istamina per quattro settimane. Circa il 12% ha ottenuto una remissione completa e il 44% ha avuto un miglioramento parziale solo con questo cambiamento dietetico.

Per quanto riguarda la dermatite atopica (eczema), diversi studi hanno scoperto che alcuni pazienti atopici hanno livelli basali di istamina nel sangue più elevati. In un sottogruppo di pazienti con ridotta attività dell’enzima DAO — che suggerisce una concomitante intolleranza all’istamina —, seguire una dieta rigorosa priva di istamina ha prodotto miglioramenti significativi sia nei sintomi di intolleranza che nella gravità dell’eczema valutata mediante punteggi clinici (SCORAD).

Nei casi di prurito cronico generalizzato senza lesioni evidenti, se l’esame medico esclude cause sistemiche, a volte si scopre che i pazienti beneficiano di un trattamento antistaminico continuo, indicando che il loro prurito era di natura istaminergica anche se non erano presenti pomfi visibili.

Eczema e istamina

Quando può aiutare l’integrazione di NaturDAO e quando considerare altri meccanismi?

Poiché la carenza dell’enzima DAO è un fattore chiave nell’intolleranza all’istamina, un possibile intervento consiste nel fornire DAO esogena. L’integrazione con NaturDAO è indicata principalmente nei pazienti con:

  • ☑️ Sintomi sistemici ripetitivi dopo aver mangiato cibi ricchi di istamina.
  • ☑️ Bassa attività della DAO plasmatica nei test di laboratorio.
  • ☑️ Miglioramento dimostrato con una dieta a basso contenuto di istamina.

Studi pilota hanno dimostrato che l’integrazione orale di DAO migliora significativamente i sintomi digestivi, cardiovascolari, respiratori e cutanei nei pazienti con intolleranza all’istamina diagnosticata.

Tuttavia, l’integrazione di DAO non è una soluzione universale. È essenziale distinguere quando l’istamina proviene principalmente dalla dieta rispetto a quando proviene da altri meccanismi:

  • ☑️ Nella rosacea dove il flushing è innescato prevalentemente dal calore o dallo stress, l’assunzione di DAO probabilmente non preverrà tali vampate.
  • ☑️ Nella dermatite seborroica, l’attenzione principale dovrebbe essere rivolta al trattamento della pelle (shampoo, antifungini) piuttosto che alla dieta sistemica.
  • ☑️ Nel prurito da pelle secca, ripristinare l’idratazione e usare antinfiammatori topici è più efficace.

Dovrebbero essere considerati anche altri meccanismi contribuenti:

  • ☑️ Barriera cutanea compromessa: la pelle danneggiata permette una maggiore penetrazione di irritanti che attivano i mastociti localmente.
  • ☑️ Microbioma cutaneo e infezioni: nella rosacea, la proliferazione di Demodex; nella dermatite seborroica, il lievito Malassezia; nell’orticaria cronica, a volte infezioni sottostanti come Helicobacter pylori o disbiosi intestinale. Infatti, è stato documentato che una percentuale di pazienti affetti da rosacea presenta una sovracrescita batterica nel piccolo intestino (SIBO) e, se trattata, la loro pelle migliora notevolmente.
  • ☑️ Infiammazione sistemica o altre vie non istaminergiche: alcune condizioni causano prurito attraverso mediatori diversi dall’istamina (citochine IL-31 nel prurito renale, oppioidi endogeni, neuropeptidi, ecc.), dove l’aggiunta di DAO non avrà alcun impatto.

In sintesi, l’integrazione di NaturDAO aiuta quando il problema è principalmente un eccesso di istamina alimentare che il corpo non riesce a eliminare. Se il problema cutaneo persiste nonostante una dieta a basso contenuto di istamina e l’integrazione di DAO, devono essere esplorati altri meccanismi: la salute della barriera cutanea, il microbioma, l’infiammazione sistemica o altre cause sottostanti.

L’istamina è un pezzo del puzzle, ma non l’unico fattore in ogni caso. Un approccio globale e personalizzato è la chiave.

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